
L’Europa presenta una vasta eterogeneità di profili urbani: ogni Stato membro ha città con caratteristiche uniche e diverse dalle altre e proprio questa diversità è la ricchezza dell’Europa, così come lo sono le tradizioni culturali, ma anche quelle amministrative e giuridiche.
Tuttavia, le stesse città condividono problematiche comuni e la nuova agenda urbana europea – il Patto di Amsterdam del 20 maggio 2016 – individua e si concentra su 12 sfide che interessano tutte le città europee, di qualsiasi dimensione e in qualsiasi contesto territoriale esse si trovino.
Pur basandosi sul principio-guida di un approccio integrato per lo sviluppo urbano sostenibile, queste sono le sfide con cui sono chiamate a confrontarsi le nostre città e chi le amministra, quasi l’indice di un programma politico per le amministrazioni locali:
- Inclusione dei migranti e dei rifugiati (obiettivi specifici: alloggi, integrazione culturale, servizi pubblici, inclusione sociale, misure per l’istruzione e l’accesso al mercato del lavoro, possibilità delle seconde-terze generazioni, segregazione spaziale);
- Qualità dell’aria (obiettivi specifici: sistemi e politiche per assicurare una buona qualità dell’aria per la salute umana e soluzioni legislative e tecniche relative a fonti inquinanti quali automobili, industrie, attività agricole, ecc.);
- Povertà urbana (obiettivi specifici: ridurre la povertà e migliorare l’inclusione delle persone in condizioni di povertà o a rischio di povertà in quartieri degradati dove devono essere progettate e applicate soluzioni con un approccio integrato basato sulle esigenze delle persone);
- Alloggi (obiettivi specifici: disponibilità di alloggi pubblici di buona qualità a prezzi accessibili);
- Economia circolare (obiettivi specifici: usare in maniera efficiente le risorse; trasformare un rifiuto in una risorsa; aumentare riutilizzo, riparazione, ristrutturazione e riciclaggio dei materiali e dei prodotti esistenti per promuovere nuove opportunità di crescita e di posti di lavoro);
- Posti di lavoro e competenze professionali nell’economia locale (obiettivi specifici: attirare e mantenere le imprese; creare nuove imprese; produrre e consumare in loco; sostenere nuovi modi di lavorare; garantire che le competenze siano in linea con le esigenze del mercato del lavoro);
- Adattamento ai cambiamenti climatici (obiettivi specifici: anticipare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e prendere i provvedimenti opportuni per prevenire o ridurre al minimo i danni che possono causare alle aree urbane, compresa la dimensione sociale della catastrofi naturali);
- Transizione energetica (obiettivi specifici: promuovere un cambiamento strutturale a lungo termine nei sistemi energetici, mediante il passaggio alle energie rinnovabili e l’efficienza energetica);
- Uso sostenibile del territorio e soluzioni fondate sulla natura (obiettivi specifici: garantire cambiamenti nelle aree urbane in crescita, in declino o in fase di rigenerazione, rispettosi dell’ambiente e il miglioramento della qualità della vita).
- Mobilità urbana (obiettivi specifici: avere una mobilità urbana sostenibile ed efficiente, mediante lo sviluppo del trasporto pubblico, della mobilità dolce e dell’accessibilità per disabili, anziani, bambini, e un trasporto efficiente con una buona connettività sia interna che esterna);
- Transizione digitale (obiettivi specifici: fornire migliori servizi pubblici ai cittadini e creare opportunità di business, attraverso la raccolta e un migliore utilizzo e gestione dei “dati aperti – open data”, i servizi digitali e accessibilità dei servizi pubblici digitali a disabili e anziani);
- Appalti pubblici innovativi e responsabili (obiettivi specifici: utilizzare in maniera innovativa gli appalti pubblici per affrontare gli obiettivi sociali e ambientali e per “fare di più con meno” risorse).







