
Oggi, 4 novembre, è entrato legalmente in vigore l’Accordo di Parigi.
Questo accordo venne firmato nel corso del summit sul cambiamento climatico dell’ONU, COP21, del dicembre dello scorso anno col proposito di limitare le emissioni di gas ad effetto serra per contenere la crescita della temperatura media mondiale ben al di sotto dei 2°centigradi rispetto ai livelli preindustriali. Già ratificato da più del 55% dei firmatari (tra cui anche USA e Cina), a breve verrà accolto anche da diversi altri importanti paesi come Russia, Giappone ed Australia.
L’accordo è stato raggiunto con un numero inatteso di adesioni in tempi altrettanto sorprendenti: 9 mesi per raggiungere e superare livelli raggiunti in otto anni dal passato protocollo di Kyoto.
“L’accordo è senza dubbio un punto di svolta nella storia del comune sforzo umano, dal momento che mette insieme la volontà politica, economica e sociale di governi, città, regioni, cittadini, imprese e investitori per superare la minaccia esistenziale del cambiamento climatico incontrollato” – Patricia Espinosa, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc)
Cosa cambierà ora?
Innanzitutto l’accordo di Parigi mobiliterà tra il 2020 e il 2025 100 miliardi di dollari per scopi di mitigazione e adattamento, ma non solo: ad accompagnare le manovre finanziarie non saranno poche le misure volte ad indirizzare le singole nazioni a provvedimenti che riconducano agli intenti dell’accordo.
I primi che devono attrezzarsi per questo cambiamento di prospettive sono le imprese.
Tra i vincoli normativi crescenti ed una popolazione sempre più sensibilizzata ed esigente sulla questione ambientale, verrà richiesta alle imprese un’attenzione sempre maggiore su questo fronte. Normative e mercato ma non solo: avviare percorsi di eco-innovazione comporta infatti diversi vantaggi, tra i quali una riduzione degli sprechi ed un miglioramento delle prestazioni energetiche rendendo tale scelta una direzione piena di opportunità per nuove opportunità e una riduzione dei costi.
La sostenibilità ambientale, pertanto, non è più un tema per poche imprese innovatrici ma è un requisito indispensabile per la sopravvivenza delle imprese. Da oggi considerare la sostenibilità della propria impresa, utilizzando robusti approcci tecnico scientifici, significa assicurarsi un futuro competitivo nel mercato di un domani alle porte.






