
Il Green Public Procurement (GPP, acquisti verdi della pubblica amministrazione) è al centro dell’attenzione degli operatori economici, dopo che è diventato obbligatorio per le stazioni appaltanti pubbliche.
Lo dimostra anche il grande successo del recente convegno “Lo sviluppo del GPP alla luce del nuovo Codice degli appalti pubblici” organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e Consip il 21 settembre a Roma.
Quali opportunità con il GPP?
Il GPP è uno dei principali strumenti della strategia europea sul “Consumo e Produzione Sostenibile” con cui, mediante il traino esercitato dalla domanda pubblica (che è pari a circa il 15% dell’intero mercato europeo), si intende incentivare lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a basso impatto ambientale, promuovendo l’adozione di soluzioni tecnologiche eco-efficienti stimolando l’eco-innovazione in settori rilevanti per l’importanza economica e ambientale. Dopo una lunga fase di volontarietà, gli appalti verdi, o GPP, sono diventati obbligatori con il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) che disciplina i contratti del pubblico relativamente a lavori, servizi e forniture.
I Criteri Ambientali Minimi
Oggi gli appalti pubblici in Italia devono rispettare i “Criteri Ambientali Minimi” (CAM) definiti dal Ministero dell’Ambiente. Ad oggi i CAM adottati riguardano i seguenti prodotti/servizi:
• arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici, arredi per sale archiviazione e sale lettura)
• edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione, costruzione e manutenzione delle strade)
• gestione dei rifiuti
• servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano)
• servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa)
• elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione)
• prodotti tessili e calzature
• cancelleria (carta e materiali di consumo)
• ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti)
• servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene)
• trasporti (mezzi e servizi di trasporto, Sistemi di mobilità sostenibile)
I CAM prescrivono le specifiche tecniche obbligatorie, necessarie per partecipare al bando, e i requisiti aggiuntivi premianti, che danno un punteggio aggiuntivo per l’aggiudicamento dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”. Inoltre i CAM sono attenti anche agli aspetti sociali degli appalti, per i quali sono state elaborate specifiche linee guida.
Tutto questo rappresenta una grande opportunità per le imprese più dinamiche ed innovative che potranno veder riconosciuto da parte della pubblica amministrazione la qualità ambientale dei loro prodotti e la loro attenzione agli aspetti sociali.
E’ importante quindi che le imprese valutino se i loro prodotti e servizi rispettano i requisiti dei CAM e, in caso negativo, adottino le necessarie misure di adeguamento con il supporto di esperti in processi di eco-innovazione.






