
Il programma LIFE
Con maggio l’apertura della “bella stagione” e l’allungarsi delle giornate, il rinascere della natura ci ricorda di quanto noi, abitanti del pianeta, siamo custodi di un ecosistema ricco ma delicato. Sembra quasi che anche l’Europa, proprio in questa stagione, forse non a caso, voglia ricordarcelo attraverso la pubblicazione della chiamata per le proposte di finanziamento relativo al famoso programma di finanziamento europeo LIFE.
Tale programma rappresenta lo strumento d’eccellenza con cui la Commissione europea si vuole fare portatrice dei valori di tutela dell’ambente e rilancio di un’economia fondata sui principi della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare.
Dividendosi in due sottoprogrammi (ambiente e azioni per il clima), vengono finanziate diverse tipologie di progetto:
- progetti tradizionali (ovvero progetti di buone pratiche),
- progetti dimostrativi, progetti pilota e progetti di informazione (sensibilizzazione e divulgazione),
- progetti Integrati (finalizzati ad attuare su una vasta scala territoriale piani di azione o strategie ambientali o climatiche previsti dalla legislazione dell’Unione in materia ambientale o climatica),
- progetti preparatori.
Con una dotazione di 373 milioni di euro, la chiamata ai finanziamenti per il 2017 è stata pubblicata il 28 Aprile. Essa è rivolta a enti pubblici, imprese, organizzazioni private commerciali e non commerciali con sede nei Paesi Membri dell’Unione europea e vedrà la propria chiusura nel prossimo mese di settembre. Il bacino di beneficiari a cui si rivolge la candidatura delle proposte progettuali è indicativa della portata e dell’importanza di tale strumento.
Alcuni esempi di finanziamenti in agricoltura
Pur avendo una vastità di settori ed ambiti ove si possono declinare le candidature ai finanziamenti, non sono pochi gli esempi di progetti inerenti il mondo dell’agricoltura. Nell’articolo dello scorso anno citavamo LIFE AGRICARE , un progetto sul tema della precision farming conclusosi lo scorso 9 Maggio.
Sempre nello stesso ambito si è sviluppato il LIFE+ Climate changER anch’esso nato per una produzione che, a parità di rese e qualità dei prodotti, contribuisca ad una riduzione delle emissioni di gas serra mediante un approccio integrato tra settore agricolo e zootecnico, unendo fra essi nozioni e buone pratiche per il risparmio idrico, energetico, il risparmio di materie prime e ottimizzando processi quali la gestione alimentare e delle deiezioni animali.
La pluralità dei settori a cui si rivolge questo strumento europeo consente di avere numerosi esempi. È il caso di RI.CO.PR.I
“Ripristino e conservazione delle praterie aride dell’Italia centro-meridionale”, in cui la Provincia di Roma, in qualità di capofila beneficiario, ha tutelato la conservazione di alcuni habitat legati alle praterie aride in progressiva regressione in seguito all’abbandono e alla cattiva gestione dell’attività di pastorizia e per questo considerati prioritari dall’Unione europea. Nello specifico, le attività nelle zone con un carico di pascolo ridotto hanno previsto la rimozione di arbusti, il decespugliamento selettivo e la riattivazione di punti d’acqua per abbeveratoi, nonché l’acquisto di un gregge; mentre per le zone sovraccaricate sono stati organizzati piani razionali di pascolamento, predisponendo anche recinzioni elettrificate.
Conclusioni
Concludendo possiamo affermare che il programma LIFE si rivolge ad una moltitudine variegata di interlocutori che hanno interessi nella tutela ambientale o promuovono la sostenibilità, fra questi, visto il legame con la natura stessa, sicuramente il settore dell’agricoltura e dell’agroindustria, è tra quelli che più di tutti può trarne beneficio.







