
Lo sviluppo di 12 partenariati, uno per ciascuna delle 12 sfide urbane individuate (presentate nel precedente numero della Newsletter), sarà al centro dell’agenda urbana dell’UE. I partenariati tematici, infatti, saranno il principale meccanismo di attuazione dell’Agenda urbana per l’UE.
Ogni partenariato sarà formato da autorità urbane (città), dalla Commissione europea e altre istituzioni UE (BEI, CESE, CdR), dagli Stati membri e da eventuali Stati partner, da esperti e organizzazioni di coordinamento (ad esempio Eurocities, CCRE), dalle organizzazioni della conoscenza (ad es URBACT, ESPON , EUKN) e, infine, da altre parti interessate (ONG, imprese, etc.). La partecipazione è volontaria e aperta a tutti coloro che sono interessati e pronti a dedicare impegno e risorse, con l’unico requisito che tutti i membri del partenariato abbiano una vasta esperienza e competenza sul tema.
In via indicativa, ogni Partnership tematica dovrebbe coinvolgere da 15 a 20 partner e avrà una durata massima di tre anni.
I pilastri dell’Agenda Urbana per l’Unione europea
Ogni Partnership formulerà un piano d’azione con proposte concrete relativa a ciascuno dei tre grandi pilastri dell’Agenda urbana per l’UE:
- il miglioramento della regolamentazione UE sullo specifico tema e del suo impatto sulle città;
- il miglioramento degli strumenti di finanziamento relativi allo specifico tema e destinati alle città;
- il miglioramento delle conoscenze e dello scambio di esperienze tra sul tema specifico del partenariato.
I risultati del piano d’azione saranno considerati come contributi non vincolanti per la progettazione futura e la revisione della legislazione, degli strumenti e delle iniziative vigenti dell’UE.
I partenariati tematici tra città europee già avviati
I primi quattro partenariati pilota si sono già formati e hanno iniziato a lavorare:
- la città di Amsterdam (Paesi Bassi) coordina il partenariato sull’inclusione dei migranti. Vi partecipano, oltre ad Amsterdam, la città metropolitana di Barcellona (ES), Berlino (DE), Atene (GR) ed Helsinki (FI);
- i Paesi Bassi coordinano il partenariato sulla qualità dell’aria. Vi partecipano le seguenti città europee: Helsinki (FI), Londra (UK), Utrecht (NL), Milano (IT) e Constanta (RO);
- la Slovacchia coordina il partenariato sulla edilizia abitativa. Vi partecipano le città di Vienna (AU), Riga (LV), Scottish Cities Alliance (UK), Poznan (PL) e Lisbona (PT);
- Belgio e Francia coordinano il partenariato sulla povertà urbana. Vi partecipano le città di Birmingham (UK), Kortrijk (BE), Lilla (FR), Daugavpils (LV), Timisoara (RO), Lodz (PL) e Keratsini (GR).
L’Italia è presente solo in due partenariati: a livello governativo, nel partenariato sull’inclusione dei migranti; a livello cittadino, con Milano, nel partenariato sulla qualità dell’aria.
Il 4 ottobre 2016 sono state concordate quattro nuove partnership
- Romania, Rotterdam (Paesi Bassi) e Jelgava (Lettonia) coordinano il partenariato su posti di lavoro e nuove competenze;
- Oslo (Norvegia) coordina il partenariato sul tema dell’economia circolare nelle città;
- Estonia, Oulu (Finlandia) e Sofia (Bulgaria) coordinano congiuntamente il partenariato sul passaggio al digitale;
- Repubblica Ceca e Karlsruhe (Germania) coordinano il partenariato sulla mobilità urbana.
Entro i primi mesi del 2017 dovrebbero essere completati i partenariati con gli ultimi quattro sui seguenti temi:
- adattamento ai cambiamenti climatici (comprese le infrastrutture verdi);
- transizione energetica;
- appalti pubblici;
- uso sostenibile del suolo e conservazione della natura.







