
L’attuazione della nuova agenda urbana delle Nazioni Unite, adottata a Quito (Ecuador), nel corso della conferenza “Habitat III”, svoltasi dal 17 al 20 ottobre 2016, di cui stiamo parlando profusamente in questa sezione del blog, è un compito che spetta a chiunque abbia un ruolo nel governo delle città, sia a livello nazionale che locale, comprese le espressioni della società civile.
Gli impegni per lo sviluppo urbano sostenibile ruotano attorno alle tre componenti dello sviluppo sostenibile, quali riaffermate dalla “Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” dell’ONU e dall’accordo di Parigi su clima, entrambi approvati nel 2015: sociale; economica; ambientale.
Inclusione sociale
L’agenda riafferma l’impegno a non lasciare indietro nessuno (“no one will be left behind”) e a promuovere la condivisione delle possibilità e dei vantaggi che l’urbanizzazione è in grado di offrire, consentendo a tutti gli abitanti, sia che vivano in contesti formali o in insediamenti informali, di condurre una vita decente, dignitosa, gratificante, in modo da raggiungere il loro pieno potenziale umano.
Sostenibilità economica
Sotto il profilo della sostenibilità economica, l’agenda afferma l’impegno ad assicurare la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutti, quali elementi chiave dello sviluppo urbano e territoriale sostenibile: le città e gli insediamenti umani dovrebbero essere luoghi di pari opportunità che permettano alle persone di vivere in buona salute, essere produttive, prospere, e con una vita soddisfacente.
Sostenibilità ambientale
Le città e gli insediamenti umani sono particolarmente esposti alle minacce senza precedenti di modelli di consumo e di produzione diventati insostenibili, della perdita di biodiversità, della pressione sugli ecosistemi, dell’inquinamento, e delle le catastrofi naturali e artificiali, nonché dei rischi connessi ai cambiamenti climatici. La nuova agenda urbana prevede impegni per la gestione sostenibile delle risorse naturali nelle città e negli insediamenti umani, in modo da proteggere e migliorare l’ecosistema urbano e i servizi ambientali, ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico, e promuovere la riduzione del rischio di catastrofi provocate da rischi naturali e artificiali, attraverso soprattutto la pianificazione urbana e territoriale, le infrastrutture e i servizi di base.







