
Verso città inclusive e sostenibili
L’agenda urbana per l’Unione europea, adottata il 30 maggio 2016 e meglio conosciuta come “Patto di Amsterdam”, è l’attuazione, a livello europeo, dei principi, degli impegni e delle azioni previsti dalla nuova agenda urbana delle Nazioni Unite, adottata a Quito (Ecuador), nel corso della conferenza “Habitat III”, svoltasi dal 17 al 20 ottobre 2016.
Le due agende urbane, quella dell’ONU e quella dell’UE, condividono, infatti, l’identica visione di uno sviluppo equilibrato, sostenibile e integrato delle nostre città.
Perché un’agenda urbana per l’Unione europea? Più del 70% dei cittadini europei vive in aree urbane: secondo le proiezioni dell’ONU, entro il 2050, questa percentuale è destinata a salire all’80%. Oggi, nelle aree urbane si concentra il 73% dei posti di lavoro dell’UE e, infine, l’80% dei laureati con un’età tra i 24 e i 64 anni. La crescita delle aree urbane, dunque, sarà la dinamica che avrà l’impatto più importante sullo sviluppo sostenibile dell’Europa e sui cittadini europei.
La nuova agenda urbana per l’Unione europea
La nuova agenda urbana per l’UE intende istituire un processo di partecipazione delle città alla definizione delle politiche europee: questa è la chiave di lettura della strategia urbana dell’UE.
Non ricette preconfezionate o soluzioni miracolose, ma partecipazione di tutte le città di tutte le dimensioni e di tutti i contesti territoriali e confronto aperto sulle migliori soluzioni da proporre per affrontare le sfide, attuali e future, come pure la cooperazione all’interno delle aree funzionali urbane e i collegamenti tra città e campagna.
Nell’ambito della nuova agenda urbana europea, tutte le città, attraverso il nuovo strumento dei “Partenariati tematici tra città”, sono chiamate, su base volontaria, a dare un contributo in tre ambiti ben precisi che le interessano direttamente e che sono anche i tre pilastri della nuova politica urbana europea:
- la legislazione dell’UE (Better Regulation): gran parte della legislazione adottata dall’UE ha un impatto, diretto o indiretto, sulle città. Le città devono poter esprimere il loro punto di vista al fine rendere la legislazione dell’UE più vicina alle esigenze, alle prassi e alle responsabilità da esse espresse;
- i finanziamenti dell’UE (Better Funding): molte città europee partecipano ai programmi dell’UE e usufruiscono dei suoi finanziamenti. Le città, quindi, possono svolgere un ruolo importante nel fornire indicazioni circa il più semplice accesso ai fondi europei e il migliore utilizzo;
- le conoscenze e le esperienze (Better Knowledge): le informazioni sull’evoluzione delle città europee e sulle esperienze di maggiore successo sono oggi frammentate, poco diffuse e sconosciute. Raccogliere informazioni sullo sviluppo delle città europee e creare gli strumenti necessari perché le città possano scambiarsi informazioni, conoscenze ed esperienze, è un aspetto importante della nuova agenda urbana europea.
Con i suoi 12 temi prioritari e i relativi piani d’azione, la governance multilivello e l’accento posto sullo scambio di esperienze e l’apprendimento tra pari, la nuova agenda urbana per l’UE intende coinvolgere le città interessate – ma anche le imprese, le ONG e i rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell’UE – in un nuovo percorso di partecipazione politica, di realizzazione di nuovi progetti e di condivisione e diffusione di buone pratiche.






