
La canapa nella storia
La canapa (Cannabis sativa L., 2n = 20) è una pianta erbacea annuale utilizzata per la produzione di fibra e di seme ed è considerata una delle colture più antiche conosciute dall’uomo. La coltura della canapa in Europa era ampiamente presente nel 18° al 19° secolo principalmente come coltura da fibra per la produzione di tessuti e corde. Nel corso del 20° secolo, dopo la seconda guerra mondiale si assiste in Europa e in particolare in Italia a un declino progressivo della coltura dovuto sia al diffondersi di altre fibre provenienti dall’America (cotone e fibre sintetiche) che alle difficili condizioni di lavoro e anche al crescente costo della manodopera. La riscoperta di questa coltura in Europa si è verificata all’inizio degli anni ’90 grazie soprattutto al contributo dell’UE. La Francia è il solo paese europeo dove la coltura non è stata mai abbandonata e dove si è investito per migliorare sia il panorama varietale che il sistema di coltivazione. L’interesse per la canapa come coltura multifunzionale è crescente in tutto il mondo.
La coltivazione della canapa in Italia
In Italia dal 1998 alcune superfici (350 ha circa) sono state destinate a questa coltura ma rimangono ancora oggi molto contenute tanto da non essere riportate nei dati ISTAT.
Tuttavia, per recuperare a fini industriali la produzione di canapa in Italia, sta per essere approvato in Senato il disegno di legge “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che elimina alcuni limiti alla coltivazione e stanzia delle risorse per favorirne la produzione.
Alcune recenti sperimentazioni hanno evidenziato che in Italia alcune cv di canapa a duplice attitudine hanno fornito risultati soddisfacenti anche nella produzione di seme rispetto ad altri paesi europei. Recenti studi hanno inoltre evidenziato le importanti proprietà nutraceutiche e funzionali del seme, dell’olio e delle farine ottenute dal panello di estrazione dell’olio di canapa.
L’introduzione della canapa a duplice attitudine negli ordinamenti colturali può costituire un’interessante opportunità per molte aziende agricole proprio perché la canapa è coltura ad alto reddito coltivata senza l’utilizzo di pesticidi, con tecniche a basso input ed impatto ambientale.
La filiera della canapa in Toscana
Al fine di sfruttare questa opportunità, Confagricoltura Toscana e PRIA s.r.l., su impulso dell’associazione provinciale di Siena e di Assocanapa, hanno dato avvio ad una importante iniziativa per sperimentare una gamma di nuove coltivazioni adatte a sistemi agronomici semplificati e favorire la creazione di una filiera corta in Toscana per la trasformazione e valorizzazione del prodotto. Verrà realizzato un progetto pilota, in collaborazione con l’Università di Firenze – DISPAA, con il quale alcune imprese agricole toscane ed esperti scientifici cercheranno di dare risposte concrete alle opportunità previste dalla nuova coltivazione che favorisce la competitività delle imprese stesse e l’alta redditività (si stima un ricavo netto di circa 1200-1300 €/ha rispetto ad esempio ai 100-200 €/ha derivanti dalla coltivazione del girasole o mais), promuovendo la sperimentazione nel contesto geografico e ambientale della regione. Tale intervento consente di verificare e collaudare innovazioni di prodotto e processo già messe a punto dalla ricerca ma ancora da contestualizzare nelle realtà produttive e negli ambienti pedoclimatici toscani.







