
L’innovazione digitale corre. Le imprese devono investire in digitale per poter stare al passo e competere. Ma in cosa investire? Quando investire? Quanto investire?
“Prima di investire nella digitalizzazione, è necessario e urgente poter disporre di strutture in cui sperimentare e testare le innovazioni digitali”.
Questo è il fabbisogno che la Commissione europea ha raccolto dalle imprese.
Cosa chiedono le imprese?
Chiedono “centri di competenza digitale” in grado di sviluppare servizi di orientamento, accompagnamento, studi di fattibilità e pre-analisi che consentano alle imprese di scegliere l’innovazione e applicarla in tempi e modi che ne consentano la massima valorizzazione sul piano tecnologico ed economico.
Chi sono i centri di competenza?
I laboratori e i macchinari dei dipartimenti universitari, degli enti di ricerca pubblici, i ricercatori, il patrimonio di know-how diffuso in maniera estremamente frammentata nei territori e a volte duplicata e spesso ad una distanza incolmabile dalle imprese, per oggetti di ricerca sviluppati, tempi di lavoro e a volte costi.
Le regioni e le città possono intercettare questo importante fabbisogno delle imprese e svolgere un ruolo determinante nello sviluppo dei territori: favorendo l’integrazione delle competenze sparse nei diversi dipartimenti universitari, enti di ricerca, laboratori pubblici e privati, gli enti di formazione in un’offerta organica e coordinata di servizi per le imprese del territorio.
Per accelerare tale necessario e inevitabile processo di “unione delle forze per la ricerca e innovazione”, la Commissione dà il buon esempio e investe 500 milioni di euro per sviluppare una rete europea di centri di competenza: i digital innovation hub.
Da dove arrivano questi fondi?
Dal programma quadro programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020.
I primi bandi sono già aperti a sostegno di due importanti iniziative di rete: “ICT Innovation for Manufacturing SMEs (I4MS)” e la “Smart Anything Everywhere Initiative”.
Cosa finanziano?
La messa in rete di centri di competenza esistenti, lo sviluppo di un’offerta di servizi più aderenti alle esigenze delle imprese ed economicamente sostenibili, la realizzazione di specifici servizi di consulenza a sostegno delle imprese (con pacchetti per cifre comprese tra i 20.000 e i 100.000 euro), l’analisi dei percorsi di integrazione e delle sinergie attivabili con altre reti e con le iniziative sviluppate nell’ambito della programmazione regionale e nazionale.
Prime scadenze
8 novembre 2016 per proposte progettuali da candidare nell’ambito del settore tecnologico dell’Internet delle cose (Smart anything everywhere) e 19 gennaio 2017 per le proposte volte allo sviluppo di reti per la manifattura digitale (I4MS).
Sul piano della programmazione nazionale, l’Italia promuove l’aggregazione tra il mondo della ricerca e le imprese attraverso il sostegno del MIUR ai Cluster Tecnologici Nazionali.
Otto Cluster Tecnologici sono già attivi nelle aree della Chimica Verde, Agrifood, Tecnologie per gli Ambienti di Vita, Scienze della Vita, Tecnologie per le Smart Communities, Mezzi e Sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Aerospazio, Fabbrica Intelligente.
Con il Bando in scadenza il prossimo 13 ottobre 2016 (Avviso per lo sviluppo e potenziamento di nuovi 4 cluster tecnologici nazionali – DD 3 agosto 2016 n. 1610) il MIUR darà inoltre sostegno all’avvio di ulteriori 4 Cluster Tecnologici nelle aree Tecnologie per il Patrimonio Culturale, Design, creatività e Made in Italy, Economia del Mare, Energia dei quali abbiamo parlato in un precedente articolo.






