
Tutti gli Stati del pianeta hanno condiviso la Risoluzione adottata dalla 70^ sessione dell’Assemblea Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, in occasione del Summit sullo Sviluppo Sostenibile del 25-27 settembre 2015, intitolata: “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”.
In vigore dal 1° gennaio 2016, l’Agenda 2030 dell’ONU rappresenta un vero e proprio “programma d’azione” per le persone, il pianeta e la prosperità, nella consapevolezza, come si legge nel documento che “possiamo essere la prima generazione che riesce a porre fine alla povertà; così come potremmo essere l’ultima ad avere la possibilità di salvare il pianeta. Il mondo sarà un posto migliore nel 2030 se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi”.
E di obiettivi di sviluppo sostenibile l’Agenda 2030 ne fissa 17, a loro volta articolati in 169 target, monitorati, a livello nazionale, da un sistema di 220 indicatori comuni che permetteranno di misurare annualmente, Stato per Stato e a livello globale, il grado di raggiungimento degli obiettivi fissati.
L’obiettivo di sviluppo sostenibile numero 11 consiste nel “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” ed è articolato in 10 target, che vanno dall’assicurare a tutti alloggi adeguati e l’accesso ai trasporti pubblici ad una urbanizzazione inclusiva e sostenibile, dalla tutela del patrimonio culturale e naturale alla salvaguardia delle città dai cambiamenti climatici.
Questo obiettivo di sviluppo sostenibile è la base su cui sono state poi redatte la nuova agenda urbana (New Urban Agenda) delle Nazioni Unite (Habitat III) e l’Agenda urbana per l’Unione europea (Patto di Amsterdam) che abbiamo presentato nelle precedenti news-letter.
Proprio in questi giorni si sta tenendo il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, che si svolge nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno ed è organizzato dalla Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS).






