
Pochi giorni fa, sfogliando il Corriere della Sera, ho letto con interesse l’articolo sull’innovazione delle imprese italiane a firma di Francesco Giavazzi. Ritengo che il contenuto dell’articolo sia abbastanza condivisibile, tuttavia vorrei aggiungere una nota sulle reali opportunità per gli imprenditori in italia.
Lo stato delle imprese oggi
Se sotto l’aspetto della crescita economica finalmente in Europa si comincia a vedere qualche spiraglio di luce dopo i lunghi anni che seguirono il tracollo finanziario del 2008. Rispetto al periodo pre-crisi i principali paesi dell’Unione hanno ormai raggiunto e superato del 20% gli investimenti in “prodotti dell’attività intellettuale”, ossia in innovazione.
In Italia invece?
Siamo fermi al 2007. Livelli che sono sicuramente migliori rispetto al 2008, ma non certo sufficienti per una significativa ripresa economica.
Perché fare ricerca e investire in innovazione
L’importanza di fare ricerca, e quindi di innovare, per un’azienda la si può comprendere facilmente considerando il caso studio di Nokia. Azienda leader indiscussa nel settore della telefonia mobile smise di investire in innovazione e, nel giro di qualche anno, si ritrovò schiacciata dalla concorrenza di due aziende emergenti: Apple e Samsung, non a caso oggi emblemi dell’innovazione.
E quanti sono casi simili che si ripetono nel nostro Paese senza che ce ne accorgiamo?
L’esempio dell’azienda finlandese insegna come fare ricerca e innovarsi non sia una mera questione tecnologica ma piuttosto rappresenti lo strumento di marketing per eccellenza: innovare significa conquistare le quote di mercato di chi rimane fermo.
Gli aiuti alle imprese a favore dell’innovazione
Vista la situazione fuori dall’ordinario in cui perversa il nostro paese, è necessario un netto cambio di ritmo per il quale risulta indispensabile l’aumento di competitività delle imprese. Tra gli strumenti a disposizione dello Stato, oltre all’alleggerimento del cuneo fiscale che grava sulle imprese, vi è l’incentivazione di chi punta ad investire in ricerca e, di conseguenza, in innovazione.
A tal proposito il Ministero dello Sviluppo Economico quest’estate ha pubblicato i 5 bandi nell’ambito del Piano Operativo Nazionale mettendo in campo 910 milioni di euro proprio per progetti di Ricerca e Sviluppo.
I finanziamenti sono rivolti a tutti i campi del manufatturiero e pongono l’accento sulla ricerca e l’innovazione proprio per promuovere e rilanciare la competitività delle nostre imprese concentrandosi su 4 obiettivi tematici:
- rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione
- migliorare l’accesso e l’utilizzo del ICT, nonché l’impiego e la qualità delle medesime
- promuovere la competitività delle piccole e medie imprese
- sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori ossia adottare processi eco-innovativi.
Il primi bandi aprono il 17 ed il 26 ottobre, i restanti bandi nazionali scadranno entro la fine dell’anno.
Le candidature verranno valutate in ordine cronologico quindi chi prima arriva meglio alloggia, ergo, chi vuole conquistare nuove fette di mercato non deve perdere tempo.






