
Internet e le tecnologie digitali ci stanno trasformando la vita, il modo di lavorare, incidendo nella nostra sfera sia personale, che professionale e collettiva.
Si tratta di una evoluzione trasformativa, cioè di un grande e rapido cambiamento che interessa anche l’economia.
Infatti, sotto la spinta delle tecnologie digitali di nuova generazione è in atto una nuova rivoluzione industriale, subito denominata a livello europeo “Industria 4.0”.
L’industria europea è pronta? I lavoratori europei sono preparati?
Le analisi più recenti indicano che in Europa, da un lato, settori tradizionali, quali l’edilizia, il settore agro-alimentare, il comparto tessile e la siderurgia, sono in fortissimo ritardo; dall’altro lato, che sono soprattutto le piccole e medie imprese a non aver ancora avviato i necessari processi di trasformazione digitale.
Inoltre, circa il 40% dei lavoratori dell’Unione non ha sufficienti competenze digitali.
Infine, negli ultimi 15 anni, tra il 2000 e il 2014, gli investimenti in prodotti connessi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nell’Unione europea (UE) sono stati circa un terzo di quelli effettuati negli USA e, nel medesimo periodo, l’importo complessivo investito dalle imprese dell’UE in ricerca e innovazione equivale solo al 40% degli investimenti effettuati dalle imprese USA.
Che cosa fare di fronte a questa situazione?
“Industry 4.0” è il nome di una nuova iniziativa dell’Unione europea finalizzata a favorire una rapida digitalizzazione dell’industria manifatturiera europea.
Nel complesso, i piani presentati dalla Commissione europea mobiliteranno più di 50 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati a sostegno della digitalizzazione dell’industria europea.
Tra i diversi interventi si segnalano:
- un investimento di 500 milioni di euro per creare una rete paneuropea di poli di innovazione digitale (centri di eccellenza nelle tecnologie) in cui le imprese potranno ricevere consigli e sperimentare le innovazioni digitali;
- il forte potenziamento degli esistenti partenariati pubblico-privati europei operanti nel campo delle TIC, cui partecipano le maggiori imprese europee del settore;
- la definizione e il finanziamento di alcuni progetti pilota su larga scala per potenziare l’internet delle cose, i processi produttivi avanzati e le tecnologie in ambiti quali città intelligenti, domotica, automobili connesse o sanità mobile;
- una normativa tecnica adeguata alle esigenze future che faciliti il libero flusso dei dati e chiarisca i diritti di proprietà dei dati generati da sensori e dispositivi intelligenti, a partire dai sistemi di guida automatica;
- un’infrastruttura europea per il cloud computing, inizialmente aperta e gratuita per ricercatori e ingegneri;
- infine, un’agenda europea per le nuove competenze che contribuisca a dotare i cittadini delle competenze necessarie per i posti di lavoro nell’era digitale.
- Scarica l’allegato con un aggiornamento sullo stato di avanzamento delle proposte legislative della Commissione europea per creare il mercato unico digitale in Europa






