
Il primo degli obiettivi della futura politica agricola comune (PAC), alla cui riforma sta lavorando la Commissione europea già da diversi mesi, sarà quello di “promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente”.
Un’agricoltura intelligente (Smart Agriculture) è la risposta alle attuali sfide del settore agricolo, sempre più condizionato dalle condizioni meteorologiche, dai cambiamenti climatici, dalla volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli sui mercati internazionali; dalle calamità naturali, da parassiti e malattie.
Un’agricoltura intelligente è un’agricoltura che riesce ad adattarsi al clima, che si avvale del supporto combinato di formazione, consulenza e innovazione, e che, nel contempo, riesce a fornire beni pubblici e servizi ecosistemici legati al suolo, all’acqua, alla biodiversità, alla qualità dell’aria, all’azione per il clima, oltre a bellezze paesaggistiche.
La futura politica agricola comune fornirà un contributo decisivo per raggiungere questi obiettivi.
I vantaggi di un modello di agricoltura intelligente sono esemplificati dalla Commissione europea nella seguente tabella.

In questo contesto, ricerca e innovazione giocano un ruolo decisivo: la futura PAC investirà notevoli risorse nello sviluppo del capitale umano e nella ricerca e potenzierà il sostegno all’innovazione, iniziato, nel corso della programmazione 2014-2020, attraverso la creazione del partenariato europeo per l’innovazione “Produttività e sostenibilità dell’agricoltura” (PEI-AGRI), il quale ha di certo dato un primo impulso alla creazione e alla condivisione di conoscenze, portando fuori dai laboratori ricerca e innovazione e inserendole nei campi e nei mercati, ma con risultati ancora insoddisfacenti, perché l’accesso degli agricoltori alla conoscenza e alle nuove tecnologie è oggi ancora molto limitato.
[una valutazione sui risultati del PEI AGRI è condotta dallo studio commissionato dalla Commissione europea e redatto da Coffey International Development, The Evaluation study of the implementation of the European Innovation Partnership (EIP), 2016 ]
Eppure, le innovazioni nei vari settori (agronomia con soluzioni basate sulla natura, allevamento, agricoltura verticale, zootecnia, tecnologia, innovazioni digitali, organizzative e relative ai prodotti) sono a portata di mano di tutti gli agricoltori e possono favorire la multifunzionalità dei sistemi agricoli e alimentari dell’intera Unione europea.
Lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione consentono grandi passi avanti nell’efficienza delle risorse e favoriscono l’agricoltura adeguata all’ambiente e ai cambiamenti climatici, il che riduce l’impatto ambiente/clima, aumenta la resilienza e la salute del suolo e riduce i costi per gli agricoltori.
Nonostante ciò, la diffusione delle nuove tecnologie nel settore agricolo rimane al di sotto delle aspettative in quanto sono distribuite in modo ineguale sul territorio dell’UE e occorre affrontare con particolare urgenza l’accesso delle piccole e medie aziende agricole alla tecnologia, perché ricerca e innovazione sono alla base dei progressi che si realizzano a fronte delle sfide del settore agricolo e delle zone rurali dell’UE sul piano economico, ambientale e sociale.
Per questo la futura PAC dovrà potenziare ulteriormente le sinergie con la politica in materia di ricerca e innovazione nella promozione dell’innovazione.
Sostenere la conoscenza, l’innovazione e la tecnologia, indispensabili per attrezzare la PAC del domani: pertanto, le future misure di aiuto alle imprese agricole volte a potenziare i risultati economici, sociali e ambientali delle aziende e la mitigazione/adattamento ai cambiamenti climatici, saranno pertanto collegate a servizi che forniranno conoscenze, consulenza, competenze e innovazione.
A questo proposito, poiché la riuscita della scommessa in una “agricoltura intelligente” dipende dalle prestazioni combinate dei consulenti agricoli, dai sistemi di formazione e di istruzione agricola, dai ricercatori e dalle organizzazioni degli agricoltori, la futura PAC sosterrà con decisione il rafforzamento dei servizi di consulenza agricola, nell’ambito di sistemi della conoscenza e dell’innovazione agricola, fino a farne una condizione preliminare per l’approvazione dei piani strategici della PAC che ogni Stato membro presenterà alla Commissione europea nell’ambito della programmazione post 2020.
Infine, in questo contesto, sulla scorta dei risultati ottenuti dal partenariato europeo per l’innovazione PEI-AGRI e dal partenariato europeo per l’innovazione relativo all’acqua – che hanno finanziato progetti pilota a partecipazione multipla e il collegamento in rete in tutta Europa per mettere le nuove conoscenze a disposizione – sarà potenziato il sostegno agli scambi tra pari di consulenti agricoli, formatori, ricercatori; i collegamenti in rete e la cooperazione tra gli agricoltori, anche attraverso le organizzazioni di produttori (OP), le quali possono diventare importanti veicoli di condivisione delle conoscenze, d’innovazione e di risparmio sui costi per gli agricoltori su base.







